Isolamento termico degli infissi: cosa conta davvero

16.09.2026

Quando si cambiano le finestre la domanda che sorge spontanea è sempre la stessa: quanto isolano?

La risposta che si trova in giro è spesso una sigla, un numero con la virgola e un’aria di mistero che scoraggia chiunque non faccia questo lavoro. In realtà i fattori che dimostrano se una finestra tiene dentro il caldo sono pochi, si possono capire in dieci minuti e conoscerli cambia il modo in cui si legge un preventivo.

Vediamoli uno per uno, partendo da quello che pesa di più.

Un numero da conoscere: la trasmittanza (Uw)

Prima di parlare di vetri e telai serve comprendere il significato di una sola parola: trasmittanza. È la misura di quanto calore passa attraverso la finestra, si indica con la lettera U e si esprime in W/m²K. Per orientarsi basta ricordare una regola: più il valore è basso, più la finestra isola.

Sulle schede tecniche si incontrano tre specifiche di trasmittanza. Ug riguarda il solo vetro, Uf il solo telaio, Uw l’intera finestra montata, vetro e telaio insieme. Il valore che conta per chi compra è l’ultimo, Uw, perché è l’unico che descrive nella sua interezza l’oggetto che verrà installato in casa. Un vetro eccellente montato su un telaio mediocre dà come risultato una finestra mediocre, e il valore Uw lo mostra subito.

Per dare un ordine di grandezza, una vecchia finestra con vetro singolo si aggira intorno a 5 W/m²K, un serramento degli anni Novanta con doppio vetro semplice supera spesso i 2,8 e un infisso moderno di buona qualità si colloca tra 1,0 e 1,3. Vuol dire che sostituire un serramento datato con uno attuale riduce le dispersioni energetiche attraverso la finestra di tre o quattro volte. Nessun altro intervento sull’involucro, a parità di spesa, offre un rapporto simile.

Il vetro: dove passa la maggior parte del calore

In una finestra il vetro occupa in media il 70-80% della superficie, quindi è naturale che sia il primo elemento da tenere in considerazione. Oggi lo standard è la vetrocamera, cioè due o tre lastre separate da un’intercapedine sigillata. Tre dettagli fanno la differenza tra una vetrocamera qualunque e una che isola davvero.

Il primo è il trattamento basso emissivo, un rivestimento invisibile depositato su una delle lastre che lascia entrare la luce e rimanda verso l’interno il calore dei radiatori. È il singolo accorgimento che incide di più sul valore Ug, e una vetrocamera senza rivestimento basso emissivo oggi non ha più senso.

Il secondo è il gas nell’intercapedine. Al posto dell’aria si usa l’argon, un gas inerte che conduce meno il calore. Il beneficio è concreto, l’aggravio di costo minimo, e qualsiasi vetrocamera seria lo prevede di serie.

Il terzo è la canalina, il distanziatore che tiene separate le lastre lungo il bordo. Quelle in alluminio creano un piccolo ponte termico lungo tutto il perimetro del vetro, ed è lì che d’inverno compare la condensa. La canalina a bordo caldo, in materiale plastico o composito, elimina il problema e alza di qualche grado la temperatura del vetro vicino al telaio.

Doppio o triplo vetro? Il triplo isola meglio, ma pesa di più, costa di più e lascia passare un po’ meno luce. In Piemonte, dove gli inverni sono lunghi e buona parte del territorio ricade nelle zone climatiche E ed F, il triplo vetro ha senso soprattutto nelle zone di montagna, dove l’inverno è particolarmente rigido. Su una casa in pianura, un ottimo doppio vetro basso emissivo con argon e bordo caldo è spesso la scelta più equilibrata.

Il telaio: perché il PVC è il materiale che isola meglio a parità di spesa

Il telaio occupa la parte restante della finestra e, se costruito male, vanifica le prestazioni del vetro. Qui il materiale fa una differenza reale, perché ciascuno parte da una condizione fisica diversa. L’alluminio è un ottimo conduttore di calore e per isolare ha bisogno di un taglio termico, cioè una barra isolante inserita nel profilo che separi la faccia esterna da quella interna. Il legno isola per natura, ma richiede manutenzione periodica per conservare nel tempo le sue prestazioni. Il PVC è invece un materiale isolante di per sé, non conduce il calore, non teme l’umidità e non ha bisogno di trattamenti: è il motivo per cui oggi rappresenta la scelta più diffusa nelle case che puntano al risparmio energetico.

Detto questo, un telaio in PVC vale quanto la sua costruzione interna. Il profilo è diviso in camere d’aria separate da pareti, e ogni camera è una barriera in più al passaggio del calore. Un profilo economico da 70 mm con cinque camere e un profilo da 82 mm con sette camere hanno lo stesso aspetto da fuori, ma prestazioni molto diverse fra di loro: il primo si colloca intorno a 1,3 W/m²K di trasmittanza del telaio, il secondo scende sotto 0,8. Contano poi i rinforzi interni, che garantiscono stabilità e tenuta alle ante di grandi dimensioni, e le guarnizioni saldate negli angoli, che eliminano il punto in cui più spesso gli spifferi trovano la strada per entrare.

Per orientarsi, il dato da chiedere è il valore Uf del profilo: sotto 1,3 W/m²K siamo su un buon telaio, sotto 1,0 su un telaio di fascia alta. I nostri infissi in PVC coprono entrambe le esigenze, dalla linea Eco 70 pensata per chi cerca un rapporto equilibrato tra prestazione e prezzo alla linea Evolution, un profilo a sette camere da 82 mm con rinforzi in alluminio coestruso che raggiunge un valore Uf di 0,79 W/m²K e un isolamento acustico fino a 46 dB. La differenza tra un telaio e l’altro, in una casa piemontese, si sente in bolletta ogni inverno.

Guarnizioni e tenuta all’aria: il fattore che nessuno guarda

Una finestra può avere il miglior vetro e il miglior telaio del mercato e continuare a disperdere calore, se l’anta non chiude a tenuta. Le guarnizioni, cioè le gomme che sigillano il contatto tra anta e telaio, sono l’elemento più sottovalutato di tutto il serramento.

Gli infissi di buon livello montano due o tre guarnizioni continue lungo tutto il perimetro. La permeabilità all’aria viene certificata con una classe da 1 a 4: la classe 4 indica la tenuta più alta ed è quella da cercare. Lo spiffero non solo fa perdere calore, porta dentro anche umidità, rumore e polvere, ed è la causa più frequente di quella sensazione di corrente vicino alle finestre che molti attribuiscono al vetro.

Anche la ferramenta conta. Cerniere e chiusure di qualità mantengono l’anta pressata in modo uniforme sulle guarnizioni per anni, mentre una ferramenta economica si allenta e apre fessure già dopo poco tempo dalla posa.

La posa in opera: metà del risultato si decide in cantiere

Ecco il punto che separa un buon acquisto da un buon risultato. Il valore Uw certifica il serramento così come esce dalla fabbrica. Una volta in cantiere, il modo in cui viene fissato al muro decide se quella prestazione si realizza oppure resta sulla carta.

Il giunto tra telaio e muratura, se riempito solo con schiuma e coperto da un coprifilo, diventa un ponte termico che percorre tutto il perimetro della finestra. Le conseguenze si vedono al primo inverno: muffa negli angoli, condensa sulle pareti accanto al serramento, aria fredda che entra da punti che sembrano sigillati. La posa qualificata prevede invece un giunto costruito a strati, con un nastro esterno che protegge dalla pioggia lasciando respirare, un isolante centrale e una barriera interna che blocca il vapore proveniente dalla casa.

Un controtelaio adeguato, una battuta studiata per il tipo di muro e la corretta gestione del davanzale completano il quadro. Una posa fatta bene costa qualcosa in più di una posa qualunque, ma è la differenza tra pagare un serramento da 1,1 W/m²K e ottenere davvero quel valore.

Come leggere un preventivo con occhi diversi

Con questi elementi in mano, un preventivo per nuove finestre si legge in modo molto più chiaro.

Le domande da fare sono cinque:

  1. qual è il valore Uw dell’intera finestra, non del solo vetro
  2. la vetrocamera è basso emissiva con argon e canalina a bordo caldo
  3. qual è la classe di permeabilità all’aria
  4. quante guarnizioni monta il serramento
  5. come viene eseguito il giunto di posa.

Se le risposte sono chiare e documentate, si sta parlando con un fornitore serio. Se il discorso resta vago o si sposta subito sul prezzo, conviene chiedere ancora. Un buon serramento dura trent’anni: qualche domanda in più oggi è il modo migliore per non scoprire il problema al primo freddo.

Vale la pena ricordare che gli interventi di sostituzione degli infissi con miglioramento della prestazione energetica rientrano tra quelli agevolabili con le detrazioni fiscali in vigore, a condizione che i valori di trasmittanza rispettino i limiti previsti per la zona climatica. Il valore Uw torna quindi utile due volte: per il comfort domesico e per accedere all’incentivo.

In sintesi

L’isolamento termico di una finestra dipende da quattro elementi: un vetro basso emissivo con argon e bordo caldo, un telaio ben costruito e con un materiale adeguato, guarnizioni e ferramenta che garantiscono la tenuta, una posa in opera che non tradisca tutto il resto. Il numero che riassume i primi tre è il valore Uw, la quarta si giudica guardando come lavora chi installa.

Blu Window produce e installa infissi in PVC in Piemonte da anni. Se stai valutando la sostituzione delle finestre e vuoi capire quale soluzione ha senso per la tua casa e la tua zona climatica, contattaci per un sopralluogo senza impegno.




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